Como, Gio 12 Marzo 2026
Como, si riapre il dibattito sul Sinigaglia: tutti gli interventi necessari per le Coppe europee
L'unico requisito per ora rispettato è la capienza: la società pensa al rifacimento della curva di casa

Como, si riparla del Sinigaglia a proposito di Europa.

La straordinaria stagione della squadra di Fabregas potrebbe culminare con la prima storica qualificazione alle coppe europee nella ultracentenaria storia del club.

Molto passerà dalla sfida di domenica contro la Roma: in città cresce l’attesa, i biglietti sono praticamente introvabili e un risultato positivo avvicinerebbe ulteriormente l’obiettivo continentale.

Ma il vecchio Sinigaglia potrà ospitare sfide europee?

 

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Per il Como, gli scenari restano tutti aperti: Champions League, Europa League e Conference League. In ogni caso, si tratterebbe di un traguardo di assoluto rilievo per il Como. Una volta centrata la qualificazione, la società dovrà però intervenire subito sul fronte stadio per adeguare il Sinigaglia ai parametri richiesti dall’Uefa e ottenere il via libera per ospitare le gare internazionali.

L’impianto di viale Sinigaglia, inaugurato nel 1927, allo stato attuale non risponde infatti agli standard per le coppe europee. Lo scorso anno, per la licenza Uefa 2025/26, il Como aveva indicato Udine come stadio alternativo in caso di impossibilità a giocare in riva al lago. Questa volta il club vorrebbe individuare una soluzione più vicina – una delle ipotesi porta a Reggio Emilia – ma la priorità resta quella di avviare al più presto i lavori per rendere il Sinigaglia idoneo alle notti europee.

La capienza, in questo momento, è uno dei pochissimi requisiti che lo stadio soddisfa. La Uefa richiede infatti almeno 8 mila posti, soglia più bassa rispetto ai 12 mila previsti per la Serie A e che il Sinigaglia può rispettare con i suoi 12.039 posti a sedere.

Il problema vero sono le infrastrutture. Tutti i settori devono poggiare su una fondazione portante e non su strutture provvisorie come tubolari o impalcature, oggi presenti nella curva Como. Mancano poi i posti riservati ai Vip – 100 in tribuna e 150 parcheggi dedicati – requisiti che l’impianto attuale non è in grado di garantire.

Lo spazio esterno al Sinigaglia offre margini di manovra ridotti: l’area è limitata e sottoposta a vincoli di tutela culturale e paesaggistica, fattore che complica ulteriormente qualsiasi intervento. A questi aspetti si aggiungono gli adeguamenti di natura logistica e tecnica: ampliamento della sala stampa, spazi dedicati alle telecamere e ai fotografi, servizi igienici, standard di illuminazione, percorsi per afflusso e deflusso del pubblico, aree di primo soccorso e impianti audio per la diffusione di eventuali messaggi di emergenza. Un pacchetto di interventi ampio, ma affrontabile.

Restano poi i dettagli legati al campo di gioco: nei mesi scorsi Cesc Fabregas ha fatto allargare il terreno a 66 metri, ma il regolamento Uefa prevede una larghezza di 68 metri.

Il nodo più complesso resta però quello della curva, dove non sono ammesse strutture in tubolare e dove le deroghe, a livello europeo, sono rarissime.

Per questo motivo, il Como starebbe pensando alla rimozione dei tubolari e alla costruzione a tempi di record della curva in muratura, coperta, con lavori da iniziare praticamente il giorno dopo la fine del campionato.

Il Como, però, se dovesse conquistare il palcoscenico europeo, spera di poter vivere questa nuova dimensione calcistica senza lasciare la propria casa affacciata sul lago. Ma sarà comunque una corsa contro il tempo.

 

LA STAGIONE DEL COMO

   

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