Una vittoria costruita con autorità per oltre un’ora e poi difesa nel finale quando la partita si è improvvisamente riaperta. Tommaso Aldè racconta a Bar Lariosport così il successo dell’Ardita Cittadella, una squadra che continua a inseguire il proprio obiettivo in un girone di Prima categoria che il difensore definisce di livello alto, 3-2 al Cassina Rizzardi.
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«È stata una bella partita. Alla fine del primo tempo abbiamo concesso poco e creato tanto. Nei primi 35 minuti abbiamo fatto due gol, tra cui la doppietta di mio fratello». Un avvio che ha indirizzato subito la gara e che l’Ardita ha rafforzato anche nella ripresa. «Nel secondo tempo siamo rientrati bene e abbiamo fatto il 3-0».
La partita, però, si è riaperta nel finale. «Negli ultimi minuti siamo calati e loro hanno segnato due gol in poco tempo. Però siamo stati bravi a non subire il terzo e a portare a casa i tre punti». Un successo che conferma il momento della squadra, impegnata nella corsa nelle zone alte della classifica.
Aldè è alla sua quarta stagione in prima squadra e ripercorre anche il proprio percorso. «Ho iniziato al Cantù San Paolo. Il primo anno è stato quello dei playout, quando ci siamo salvati contro la Faloppiese Ronago, che oggi è la For Soccer». Poi l’incontro con mister Lupi e la promozione conquistata ai playoff. «Il secondo anno ho trovato mister Lupi, che oggi è il mio allenatore anche all’Ardita».
Dopo un anno in Promozione con il Cantù, con mister Motta, è arrivata la scelta di cambiare squadra e trasferirsi all’Ardita insieme a diversi compagni. «Siamo venuti in tanti dal Cantù San Paolo. Abbiamo parlato con la società e trovato subito l’accordo».
Guardando al livello del campionato, Aldè cita alcuni giocatori che lo hanno impressionato durante la stagione. Tra questi Malatesta del Tradate e Ghizzi della Valceresio, oltre a Metti del San Michele e Diongue dell’Itala. In casa Ardita individua invece due compagni che possono essere decisivi nello sprint finale. «Secondo me Ferrario e Gandola sono veramente forti. Gandola quest’anno è stato sfortunato, ma quando è in campo si nota la differenza».
La corsa finale è ormai entrata nella fase decisiva. «Sono sei finali. Non dobbiamo prendere sotto gamba nessuno. Guardiamo solo noi e speriamo di vincerle tutte».
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