Como, Ven 6 Marzo 2026
LA STORIA - I gemelli Iaconis diventano rivali, vince Nicholas con la Casnatese
Prima volta da avversari per i gemelli: gol decisivo di Nicholas contro Gabriele dell'Andratese

Per la prima volta avversari in campo, dopo una vita passata fianco a fianco. È la curiosa storia dei gemelli Gabriele e Nicholas Iaconis che nell’ultimo turno del campionato di Terza categoria (girone di Como) si sono ritrovati uno di fronte all’altro con due maglie diverse. Finora erano stati “una coppia” anche nel pallone: stessi inizi, stesse squadre, stessi spogliatoi, stessi rituali della domenica. Questa volta, invece, novanta minuti a prendersi le misure e a punzecchiarsi da rivali.

 

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A spuntarla è stata la Casnatese di Nicholas, che ha battuto 2-0 l’Andratese di Gabriele. Nicholas, esterno con il vizio del gol, è anche il capocannoniere rossoblù con 9 centri: due li ha segnati contro l’Andratese tra andata e ritorno. Sugli spalti c’erano amici e parenti: qualcuno tifava, qualcuno sorrideva, tutti sapevano che alla fine avrebbero festeggiato comunque.

«È stata un’emozione particolare fare gol – racconta Nicholas – perché per entrambi l’Andratese è una famiglia». Un gol “pesante”, arrivato nella ripresa: «Sono riuscito a sbloccarla calciando velocemente. Se avessi esitato un attimo in più mio fratello mi avrebbe tolto la palla e avrei anche sentito i suoi tacchetti», scherza.

Per Gabriele, difensore, l’Andratese non è soltanto una scelta sportiva: «Sono andato lì perché c’è tutta la nostra famiglia. Nostro zio è il presidente, i cugini giocano e sono nello staff: è stato facile decidere. Nicholas invece ha voluto provare un’altra esperienza».

I due sono cresciuti nelle giovanili dell’Ardita Cittadella, poi la prima stagione “dei grandi” l’hanno vissuta insieme in Seconda categoria a Sagnino. Finché, la scorsa estate, l’idea di separarsi per mettersi alla prova. «Dopo tanti anni insieme ci ha fatto molto effetto ritrovarci da avversari – prosegue Nicholas – anche se già all’andata ci eravamo affrontati».

Ma la “prima” vera, quella sentita, è stata questa: perché nel frattempo le loro strade si sono consolidate, e la sfida è diventata più personale. «Abbiamo iniziato a 5 anni a giocare insieme – aggiunge Gabriele – lui voleva sempre segnare, io cercavo sempre di fermarlo». Copione rispettato: marcature, scatti, un’occhiata prima del calcio d’inizio e poi zero sconti. «Siamo molto legati perché abbiamo sempre fatto tutto insieme, ma una sana competitività tra gemelli è inevitabile – concludono –. Siamo agli opposti per i ruoli e questo accende ancora di più il duello». I

n attesa della prossima sfida, quando il campo tornerà a dividere due fratelli che, fuori, continuano a camminare allo stesso passo.

Lorenzo Marsili

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@Lariosport
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