Uno 0-0 che allunga la serie positiva e consolida i progressi dell’Atletico Lomazzo. Christopher Di Noto a Bar Lariosport commenta il pareggio sul campo del Tavernola, sottolineando come la gara fosse stata preparata sapendo di trovare un avversario diverso rispetto all’inizio stagione.
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«Ci aspettavamo che fosse una partita difficile, perché il Tavernola si è rinforzato molto», spiega. E davanti a una partita bloccata, il capitano guarda al bicchiere mezzo pieno: «Quando non riesci a vincere, se non perdi va bene lo stesso».
Nel bilancio, Di Noto non nasconde il rammarico per la fase offensiva: «Creiamo tanto, abbiamo tante occasioni, ma facciamo fatica a concretizzare». Però evidenzia un dato che per il gruppo conta: «Ci portiamo sempre a casa il risultato positivo del non mollare».
Il punto conquistato viene letto anche come conferma di un lavoro di assestamento, soprattutto dietro: «All’andata avevamo parecchie lacune, soprattutto nella fase difensiva: averle sistemate e mantenerle è un buon passo avanti».
La crescita, secondo Di Noto, passa da due fattori: il lavoro quotidiano e l’equilibrio mentale ritrovato dopo un periodo complicato. «All’andata abbiamo avuto problemi nella zona difensiva: tra infortuni, lavoro, gente che ha dovuto mollare… ci siamo trovati in crisi». A dicembre, però, sono arrivati rinforzi “nei ruoli più critici” e la squadra si è rimessa in carreggiata: «Ci siamo sistemati sia a livello mentale… giocare fuori ruolo in un momento dove magari ti va male non è semplice».
Di Noto insiste sull’unità del gruppo: «Siamo stati bravi, siamo stati uniti e abbiamo sempre lavorato anche nelle difficoltà». E colloca l’avvio altalenante dentro un contesto preciso: «All’inizio dell’anno eravamo una squadra completamente nuova… dovevamo conoscerci».
Nel racconto emerge anche un focus su un protagonista del Lomazzo: il bomber e vicecapitano Alessandro, per tutti “Ciccio”, Caputo, arrivato in estate e già in doppia cifra. «Di Ciccio parlano i numeri», dice Di Noto. Ma la descrizione va oltre i gol: «È un bravissimo ragazzo… uno che si impegna, che mi dà una mano nella gestione del gruppo».
Il capitano sottolinea anche una caratteristica che reputa preziosa in categoria: «È uno molto generoso… spesso è lui a fornire assist o a mettere la gente davanti alla porta». E scherza su quanto potrebbe segnare con più palloni giocabili: «È a questi gol solo perché noi non gli passiamo la palla».
Di Noto torna poi sulla sua scelta personale di rimanere dopo la retrocessione della scorsa stagione, ricordando l’arrivo in un momento durissimo: «Andavo in una squadra che aveva due punti». Il girone di ritorno, racconta, è stato inatteso e ha pesato nella decisione: «Per rispetto son voluto rimanere… mi hanno sempre dato tanto come affetto».
Infine, uno sguardo alla sua ex squadra, la Cdg Veniano, oggi in alto in classifica: «Mi aspettavo che potessero fare un bel campionato… sono rimasto sorpreso a vederli là in alto, ma se lo meritano».
Per il “Pallone d’Oro Lariano”, Di Noto non ha dubbi: «Rimango fedele al mio bomber Ciccio Caputo».
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