Una vittoria allo scadere che pesa come un macigno nella corsa al vertice. L’Ardita Cittadella supera il Cantello al 95’ e lo fa con il marchio di fabbrica di una squadra che, come sottolinea Pietro Mauriello a Bar Lariosport, non smette mai di crederci.
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«È stata una partita contro una squadra ostica, come tutte quelle di Varese. Siamo partiti in salita con un rigore molto discutibile dopo tre minuti, ma non è una scusa. Nel primo tempo abbiamo praticamente dominato senza riuscire a segnare».
Nella ripresa la gara cambia volto: «Abbiamo giocato un po’ meno bene rispetto al primo tempo, però siamo riusciti prima a pareggiare, poi a sorpassare. Loro hanno trovato il 2-2 con un gran gol di Battistello, davvero un giocatore interessante, ma alla fine l’abbiamo portata a casa».
Il gol decisivo arriva nel recupero: assist di Pozzi e zampata di Gandola. Un finale che fotografa l’identità della squadra: «Non molliamo mai. Anche settimana scorsa eravamo sotto 2-0 a cinque minuti dalla fine e abbiamo pareggiato. Questa vittoria è importantissima e secondo me meritata».
Per Mauriello (insieme a Peluso) si tratta di un ritorno all’Ardita maturato dopo l’esperienza al Civate: «Non c’erano più i presupposti per continuare a Civate. Con Christian Giglio e Tony Campegia ho un rapporto forte, ci hanno chiamato e abbiamo trovato subito l’accordo. Il progetto era chiaro: provare a tornare subito in Promozione».
Rispetto al passato, il club è cresciuto: «La società è molto più organizzata, le strutture sono migliorate, il campo è stato rifatto. C’è un’organizzazione diversa rispetto a qualche anno fa». Occhi anche sui giovani: «Trunfio e Crudo hanno grande potenziale. Crudo ha un piede importante, ha già segnato direttamente da calcio d’angolo. Possono avere un’ottima carriera».
Sul girone non ha dubbi: «Il Gorla è la squadra con cui abbiamo trovato più difficoltà. È organizzata e completa». Per il Pallone d’Oro Lariano il nome è chiaro: «Mattia Airaghi, segna ogni domenica e sta facendo la differenza».
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