Como, Mer 28 Gennaio 2026
IL CASO - Virtus Cermenate beffata da un gol fantasma: "Peccato, mancanza di onestà"
Le parole del presidente Alessandro Sorze: "Episodio clamoroso, noi delusi"

Un gol fantasma beffa la Virtus Cermenate. Episodio che ha del clamoroso quello capitato domenica alla formazione comasca, nel girone B di Prima categoria: a Sesto San Giovanni, sul campo della Sesto, la squadra allenata da Daniele Motta stava conducendo 1-0 quando l’attaccante di casa Stefano Iacopetta ha calciato verso la porta, con la palla che è uscita per poi rientrare in rete a causa di un buco nella stessa. Tra lo stupore dei presenti, l’arbitro ha assegnato il gol, decisivo poi nell’1-1 finale.

 

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«Ero vicino alla porta, e ho visto molto bene l’azione, la palla non era entrata. Quello che mi dispiace – ha commentato Alessandro Sorze, presidente della Virtus Cermenate – è stata la totale mancanza di sportività del loro giocatore, che ha anche esultato come se fosse tutto ok, da solo visto che i suoi compagni non lo hanno seguito. Siamo nei dilettanti, siamo in Prima categoria e certe cose non sono belle da vedere».

Sorze non recrimina nemmeno più di tanto sul risultato, anche se una vittoria avrebbe certificato l’ottimo momento della Virtus, che sarebbe entrata in zona playoff: «Non credo che questi due punti persi avrebbero cambiato la sorte della nostra stagione – continua – e poi a dirla tutta nella ripresa l’arbitro avrebbe anche potuto fischiare un rigore per loro, quello che rimane è l’amarezza per l’episodio, anche considerato il fatto che poco prima il nostro Di Muro, in ottima posizione per provare a segnare, aveva calciato la palla fuori per poter soccorrere un loro giocatore infortunato».

Difficile in ogni caso pensare di fare ricorso: «L’arbitro avrebbe dovuto ammettere l’errore, e non mi pare di aver capito che fosse sua intenzione farlo – spiega Sorze – per questo non c’è possibilità di fare ricorso, che comunque noi non saremmo stati intenzionati a fare. Rimane però il fatto che gli arbitri dovrebbero stare più attenti su certi episodi, sarebbe bastato chiedere al calciatore se effettivamente la palla era entrata o no. Peccato, perché poi questi errori spesso condizionano le partite, che poi diventano nervose si rischia anche di farsi male».

 

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