Como, Ven 28 Novembre 2025
LA VERGOGNA - Uggiatese U14, genitori insultano il padre disabile dell’arbitro
Il Giudice Sportivo provinciale: «Comportamento gravissimo sotto più profili»

La partita Villaguardia–Uggiatese del campionato di calcio Giovanissimi Under 14 provinciale, giocata lo scorso 23 novembre, si è chiusa con un 2-2 sul campo, ma il risultato è l’ultima delle notizie...

 

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A fare rumore – e indignazione – è quanto riportato nell'ultimo comunicato ufficiale della Delegazione Lnd-Figc di Como dal Giudice Sportivo - Nicola Molteni - nella motivazione del provvedimento. Non si tratta “solo” di un comportamento antisportivo. Non si tratta “solo” di offese all’arbitro. Siamo davanti a un gesto vergognoso, una pagina nera che nulla ha a che vedere con il calcio dilettantistico e con l’educazione sportiva.

Secondo gli atti ufficiali, una parte del pubblico riconducibile all’Uggiatese – in larga parte genitori dei giovani calciatori presenti – ha inizialmente rivolto frasi offensive al direttore di gara, un arbitro minorenne. Poi lo scivolamento nel baratro: quegli stessi adulti, presenti in tribuna a seguire una partita giovanile, avrebbero insultato il padre dell’arbitro, persona con evidente disabilità fisica, utilizzando espressioni gravemente discriminatorie. Un gesto che supera il confine della maleducazione e varca quello, molto più serio, dell’intolleranza.

Il Giudice Sportivo parla apertamente di un episodio «grave» per tre motivi: l’attacco colpisce un familiare per ferire indirettamente l’arbitro; la vittima è una persona con disabilità, rendendo l’azione doppiamente discriminatoria; l’arbitro è minorenne. Un ragazzo che dovrebbe essere tutelato, non ferito nel profondo attraverso il proprio genitore.

Il provvedimento, che non pare neanche così eccessivo, è il massimo previsto dal regolamento per queste categorie. La vergogna peggio. La giustizia sportiva ha applicato tutto ciò che il regolamento consente per questa categoria: conferma del 2-2 maturato sul campo; ammenda di 500 euro; squalifica del campo Uggiatese per due gare.

Ma, al di là della sanzione, ciò che resta impresso è la motivazione: adulti, presenti a una partita dilettantistica giovanile, hanno ritenuto accettabile insultare un uomo disabile per colpire un arbitro minorenne. Una ferita per tutto il movimento dilettantistico e il calcio giovanile, che dovrebbe essere un luogo di crescita, educazione e rispetto.

L'auspicio è che questo episodio, tanto vergognoso quanto inaccettabile, resti isolato e diventi un punto di svolta per una riflessione collettiva: perché il calcio, soprattutto quello dei ragazzi, merita ben altro.

 

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