Dopo tre stagioni intense, Patrick Cutrone lascia il Como e si prepara a una nuova avventura in Serie A, con la maglia del Parma.
Un trasferimento in prestito con diritto di riscatto, che segna la fine di un ciclo carico di emozioni e il principio di un nuovo percorso professionale.
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Cutrone era tornato sul Lario per rilanciarsi, e ci era riuscito. Con il Como è stato uno dei protagonisti della promozione in Serie A, coronata con la Coppa di miglior giocatore della stagione. Gol pesanti, spirito di sacrificio, carisma: elementi che hanno fatto di lui una figura centrale per la rinascita del club.
Anche nell’ultima stagione, in massima serie, il suo contributo è stato tutt’altro che trascurabile: 7 gol, 5 assist in 33 presenze, e tante prestazioni generose. Ma qualcosa, con il tempo, è cambiato.
L’arrivo di Alvaro Morata e l’esplosione di Tasos Douvikas hanno inevitabilmente ridotto gli spazi a disposizione. In parallelo, pare essersi raffreddato anche il rapporto con Cesc Fàbregas, tecnico che pure ne aveva inizialmente sposato le qualità. Cutrone ha scelto di non aspettare: voleva giocare con continuità, ed è pronto a farlo altrove.
Il Parma lo ha voluto con decisione, individuandolo come il profilo giusto per sostituire l’infortunato Frigan. A guidarlo troverà Carlos Cuesta, giovane allenatore spagnolo con idee di calcio moderne, non così distanti da quelle di Fàbregas. Un ambiente che potrebbe valorizzare nuovamente le sue caratteristiche.
Sarà amore? Lo dirà il campo. Di certo, per Patrick si tratta di una nuova sfida da cogliere con coraggio e ambizione.
A Como resterà il ricordo di un attaccante generoso, grintoso, capace di incarnare lo spirito di un’intera tifoseria. E la città non potrà che augurargli il meglio. Perché Cutrone, a Como, ha lasciato il segno.
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