Seveso, Dom 19 Maggio 2013
Basket in carrozzina: Unipol Briantea 84 batte Santa Lucia Roma ed è campione d'Italia dopo 21 anni
Fantastico triplete per la squadra di coach Albes, dopo Coppa Italia e Vergauwen

Lacrime, abbracci, coriandoli tricolori: la Unipol Briantea84 è campione d’Italia. L’impresa è stata completata, il mitico triplete – completato da Coppa Italia e Vergauwen Cup – che solo Sassari nel 2002 aveva saputo mettere a segno. Il tricolore passa di mano: Roma, che negli ultimi quattro anni lo aveva difeso con le unghie e tenuto gelosamente sulle sue maglie, ora lo ha ceduto ai giovani gladiatori della Brianza. Un passaggio di consegne arrivato al termine di una sfida spettacolare e intensa, la migliore finale scudetto degli ultimi anni, conclusa all’overtime per 69-69.

 

 

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In pochi del migliaio di spettatori presenti ieri sera al Palasport di Seveso ricordano l’ultimo scudetto della Briantea84, quello del 1992. Sono passati più di vent’anni e di strada ne è stata fatta parecchia. Questa volta la festa ha il sapore di una grande conquista, festeggiata sul campo innanzitutto con i primi a vestire il tricolore quest’anno, ovvero i Banditi della squadra giovanile che un mese fa hanno sollevato la Coppa Antonio Maglio, avendo la meglio sempre sul Santa Lucia Roma versione Juniores. Due generazioni vincenti, unite dagli stessi colori e da una passione smisurata.

In prima fila anche l’assessore allo Sport del comune di Cantù e la presidente della Lenovo Anna Cremascoli, venuti per godersi lo spettacolo di un basket canturino che per tradizione sa sempre come emozionare. Di casa anche il tecnico della nazionale Dionigi Cappelletti, super partes per ruolo, ma col cuore legato a una società di cui ha fatto parte e che lui stesso ha portato allo scudetto. E poi tanti bambini e ragazzi ad animare il tifo e a sventolare i palloncini biancoblu, perché oggi più di ieri lo sport paralimpico unisce e appassiona. Una vittoria in più, oltre a quella meritata dalla squadra di Malik Abes che quest’anno non ha mai perso una partita nella sua casa di Seveso. Fino alla fine, tenendo le unghie aggrappate al risultato più delicato, quello che è valso il titolo italiano.

Tutti uniti ad ascoltare, con la mano sul petto, l’inno di Mameli suonato dalla Filarmonica San Clemente di Seveso. Mancava da molto tempo, questa notte magica resterà nella memoria di molti.

“E’ stata una serata spettacolare, incredibile, indimenticabile – ha commentato il presidentissimo Alfredo Marson, che per davvero ha sudato sette camicie alla fine di questa impresa e al fischio finale si è riversato sul campo ad abbracciare tutti i suoi campioni -. Ero con le dita incrociate. Sicuramente sapevamo che Roma aveva il dente avvelenato ed era qui col coltello tra i denti. È un anno favoloso: abbiamo meritato questa vittoria, per la squadra, per tutta la società, per l’ambiente. Vedere questo palazzetto stracolmo di gente è stata la nostra prima vittoria. Quando ho visto questa marea di persone che tifavano per noi ho pensato che alla fine il risultato finale non contava più. Noi avevamo già vinto”.

“Ce lo siamo meritati, ce lo siamo meritati – ha ripetuto Malik Abes, al suo primo scudetto in Italia, secondo allenatore compiere il grande slam -. È stata molto dura, combattuta, ma siamo un gruppo straordinario che non molla mai. Non ho mai dubitato un secondo che potessimo perdere, conosco i miei ragazzi, so che non mollano mai. Devo ringraziare ogni giocatore uno ad uno, perché questa stagione è stata lunga, tutti hanno dato il massimo e nulla sarebbe stato possibile senza l’apporto di ciascuno. Tutti hanno portato il loro mattone e oggi siamo qui a festeggiare una stagione incredibile, il modo migliore per iniziare il nostro trentesimo anniversario”.

“E’ la forza del gruppo – ha aggiunto un modesto Kai Moeller, dalle cui mani sono passati i palloni cruciali della vittoria scudetto, quello del pareggio che ha portato il match all’overtime e quello decisivo a 4’’ dalla sirena finale -. Non ho fatto nulla da solo, siamo una squadra completa, che ha coraggio. È stata un’emozione grandissima, una serata che non dimenticherò”.

“Vincere gara1 è stato il nostro primo grande successo – ha commentato il capitano Jacopo Geninazzi, al suo primo tricolore -. Da lì poi sapevamo che dovevamo giocarcela in casa, che sarebbe stata durissima. Sappiamo quanto Roma volesse questa partita. Siamo all’apice della felicità, abbiamo tagliato tre retine e ci siamo tolti tutte le soddisfazioni possibili. Di più non potevamo chiedere. Ora sono ancora più carico per affrontare gli Europei con la nazionale, a Francoforte”.

 

 

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CRONACA DELLA PARTITA – Da Federazione italiana pallacanestro in carrozzina:

Dopo 19 anni lo scudetto del basket in carrozzina torna in Brianza, ultima perla della stagione perfetta della Brianta84 Cantù. Triplete direbbero in Spagna: dopo la conquista della Coppa Italia e della Vergauwen Cup, arriva anche il tricolore, al termine di una serie contro i campioni uscenti del Santa Lucia più equilibrata di quanto non dica il 2-0 finale. L’ultimo atto del campionato sarà ricordato come l’immagine simbolo di un torneo quanto mai emozionante: una partita stupenda, tiratissima e giocata in un ambiente perfetto per il basket, un Palasport di Seveso completamente esaurito, partecipe e chiassoso.

A differenza del primo episodio della serie di una settimana fa, gara2 entra subito nel vivo: le percentuali al tiro sono alte e i protagonisti più attesi non si nascondono, con un rabbioso Cavagnini autore dei primi 10 punti del Santa Lucia, conditi da 6 rimbalzi nel solo quarto iniziale (per il capitano azzurro alla fine ci saranno 28 punti e 15 rimbalzi). La Unipol però gioca più di squadra e con la prima tripla di Bienek chiude il periodo avanti 16-12.

In apertura del secondo quarto la partita sembra finire nelle mani dei padroni di casa che, alternando le giocate sotto canestro di Moeller alle penetrazioni di Bienek, arrivano fino al massimo vantaggio della partita sul +8 (20-12). L’inerzia del match cambia radicalmente dopo un episodio che paradossalmente sembrava andare a vantaggio dei padroni di casa, ovvero il terzo fallo di Cavagnini a 13’ di gioco, costretto a uscire per Pellegrini. Da lì i romani piazzano un parziale di 8-2, nel quale decisivi sono i lunghi Pellegrini e Rossetti, anime della squadra, fino alla tripla di Moukhariq per il soprasso (23-22) a 1’30’’ dalla pausa lunga. Ma i biancoblu si scuotono e con un’altra tripla di Okon sulla sirena vanno al riposo sul 25-23.

Terzo quarto e quarto periodo sono un’altalena di sorpassi e controsorpassi: Cavagnini si rimette in partita dopo i problemi di falli, mentre Mukhariq e Okon duellano a suon di triple (4 a testa a fine partita). La qualità del gioco è altissima, il Santa Lucia cerca lo strappo arrivando anche sul +5 con un appoggio di Stupenengo (40-45), ma ancora lo statunitense sbarcato in Brianza con una bomba sulla sirena del terzo riporta sotto i padroni di casa (43-45).

Tutto l’ultimo quarto si gioca sui nervi fino all’ultimo minuto, quando una stoppata di Cavagnini su Bienek e un canestro di Moukahriq a 13.2 secondi dalla fine sembrano consegnare gara2 ai romani. Ma Moeller decide che ancora non è finita e con una penetrazione allo scadere manda tutti all’overtime (59-59), facendo le prove generali di quanto accadrà proprio nel supplementare.

Anche nei 5’ di prolungamento, infatti, il copione si ripete: equilibrio totale, Santa Lucia che sembra poter mettere la testa avanti ma rimonta finale della Unipol. Si arriva a 26.2 secondi dalla fine sul 67 pari, con la palla a Cantù: Roma difende bene, la palla persa sembra cosa fatta ma un rimpallo sulla schiena di Stupenengo dà ancora l’ultimo tiro ai padroni di casa, con 14.2 secondi sul cronometro. E’ ancora il ventenne tedesco a decidere tutto, appoggio da sotto e trionfo Unipol.

E’ festa grande per i mille tifosi presenti, mentre il Santa Lucia deve inchinarsi ancora alla Briantea84, vera bestia nera della sua stagione, dalla Coppa Italia allo scudetto giovanile.

Eroe di giornata certamente Kai Moller, autore dei 4 punti decisivi allo scadere di quarto quarto e overtime; MVP dei playoff Andre Bienek, statisticamente meno impressionante in gara2, ma sempre presente nei momenti decisivi.

 

 

 

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