Como, Gio 7 Marzo 2013
MotoGp: presentato il Team Forward, Claudio Corti farà coppia con Edwards
Il pilota comasco ha raccontato dei momenti neri, era ad un passo dal ritiro

E' stata stata presentata la Moto che guiderà quest'anno Claudio Corti in MotoGp, in un noto locale milanese. Era la presentazione ufficiale del Team Forward, che schiererà Claudio Corti e Colin Edwards su una Ftr Kawasaki.

Una formazione a sei punte, considerando tutte le classi: non solo Colin Edwards e Claudio Corti impegnati in MotoGP con la Ftr-Kawasaki, ma anche Simone Corsi, Mattia Pasini, il sammarinese Alex De Angelis e lo spangolo Ricky Cardus in Moto2 con la SpeedUp. Obiettivi chiari: crescere e gettare le basi per un futuro ancora più competitivo nella classe regina e vincere in quella di mezzo.

 

 

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L'intervista esclusiva a Claudio Corti di MotoBlog.it

Claudio Corti durante la presentazione ha ricordato i momenti bui passati lo scorso anno, il licenziamento, la paura di smettere con questo sport. Poi qualcosa all'improvviso si è mosso, grazie anche alla partecipazione nell'ultima gara di Superbike. Una buona prova, che non è passata inossservata. E così ecco la Motogp con Forward: «Devo ringraziare la squadra di Cuzari e Curioni che mi ha rivoluto».

Ha raccontato l'emozione di correre vicino a Colin Edwards, e le difficoltà del debutto: «Non ho ancora provato il nuovo telaio, spero di provarlo a Jerez». Curiosa scenetta, poi, durante la presentanzione, con Don Mazzi che è salito sul palco e ha benedetto Claudio Corti con il segno della croce sulla fronte.

Claudio Corti è un ragazzo che ispira fin da subito una simpatia innata: un comasco spigliato, schietto, senza peli sulla lingua. Ieri sera “Shorts” era con tutto il resto dell’NGM Forward Team in un noto locale milanese, per la presentazione della squadra e delle nuove moto. Nonostante la ressa siamo riuscito a sederci cinque minuti con lui. Ecco cosa ci ha raccontato.

 

Claudio, una bellissima festa, il modo migliore per presentare il team no?
 
Si, per me diciamo che è la seconda presentazione ufficiale, perchè già nel 2010 avevo corso con loro, quindi non una novità per me. Questa volta siamo in una discoteca, che sicuramente è una location un po’ diversa dal solito, un po’ più divertente per noi giovani.


L’anno scorso è stato per te un anno difficile, ma sembrava impossibile che un pilota come te non trovasse un manubrio, ma ora sembra che tutto si sia risolto nel migliore dei modi…
 
“E’ stato molto difficile: diciamo che ora non si è risolto nel migliore dei modi ma che comunque in un gran bel finale e quando sono rimasto a piedi dopo Aragon non dico che ero disperato, però quasi. L’opportunità che m’ha dato Pedercini di fare l’ultima gara del Mondiale Superbike 2012 secondo me mi ha aperto un sacco di strade perchè ho dimostrato di saper andar forte con la 1000, cos che io sapevo benissimo prima perchè coi 600 ho sempre faticato per il peso e per la mia stazza: mi è dispiaciuto lasciare la Moto2 perchè è una categoria sicuramente competitivissima e dove si impara tanto, come hanno dimostrato Marquez e Bradl negli ultimi due anni.”


Com’è essere in squadra con un campionissimo come Edwards?
 
“Questa è la cosa più strana che potevi chiedermi: nel 2000 ero sul divano a guardare il mondiale mentre lui lottava con Bayliss e lo consideravo il numero 1 e ora a ritrovarmi suo compagno di squadra è un traguardo e un punto di partenza allo stesso momento.”
 

Avete instaurato un buon rapporto?
 
“Si molto: non avrei immaginato, perchè dall’esterno sembra molto chiuso, invece è un ottimo compagno di squadra e con la sua esperienza mi sta dando una grande mano.”
 

Colin ha detto che lo chassis della moto è ottimo, come il motore ma l’elettronica è il vostro punto debole, sei d’accordo?
 
“Non ho ancora provato l’ultima moto, lui si e ha già fatto uno step esagerato: l’elettronica è la cosa più difficile da mettere a punto, i nostri tecnici sono in 3 e noi lottiamo contro squadre ufficiali che magari ne hanno 100, quindi è anche una questione di tempo. Arriveremo a una condizione ottimale ma magari in ritardo. Il motore va fortissimo, ma come sai dipende tutto dall’elettronica: anche se hai 2000 cavalli ma non puoi dare gas è inutile averli. Stiamo lavorando tantissimo su quello, più che su tutto il resto.”
 

Parlaci di queste tanto vituperate CRT…

“Secondo me la CRT è una categoria sottovalutatissima perchè la ricerca e lo sviluppo, oltre alla spesa economica, che ci sono dietro ultimamente sono veramente notevoli. Purtroppo non c’è l’interessamento, Aprilia a parte, delle case e infatti sono dispiaciuto che la Kawasaki non ci dia una mano direttamente però lo sviluppo è tanto e le moto sono assolutamente da Gran Premio. Stiamo parlando comunque di 220, 230 cavalli, non sono giocattoli, anche se sono viste come le pecore nere della categoria perchè a livello di sviluppo le GP dal 2004 ad ora sono cresciute esponenzialmente. Noi siamo solo al secondo anno, lo sviluppo sicuramente ci sarà: poi che la centralina unica verrà distribuita, cosa che io non credo tanto succeda, sicuramente allora si pareggerebbe quasi il livello o comunque le CRT raggiungerebbero un ottimo livello. Io credo tanto nelle CRT.”

 

 

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