Como,
Non è riuscita l’impresa alla juniores della Cometa di accedere alla finale nazionale di calcio a 5 di categoria. La squadra di mister Nisoli nella gara di ritorno a Santadi contro il Sulcis calcio a 5 è stato superato per 5-3 dopo che all’andata i rosso-amaranto si erano imposti per 4-3.
Dunque per una sola rete di scarto i ragazzi della Cometa non centrano le final eight che si svolgeranno a fine mese a Padova.
Un vero peccato perché i ragazzi del presidente Erasmo Figini erano scesi sul terreno di gioco determinati e ben decisi a giocarsi la gara sino alla fine.
Una brutta partenza contrassegnata da due leggerezze difensive permettevano al Sulcis di portarsi sul 2-0 ribaltando, in tal modo, la differenza reti rispetto alla gara 1.
Prima dell’intervallo, però, Foglino accorciava le distanze rimettendo in gioco il passaggio del turno.
Dopo l’intervallo le due squadre si affrontavano nuovamente a viso aperto ma la Cometa era in grado di reggere l’assalto dei padroni di casa supportati da un caloroso pubblico e portarsi prima in pareggio con Zampatti e poco dopo in vantaggio con rete di Bruni.
Giochi fatti? In apparenza sembrava che per la Cometa le porte della finale fossero spalancate ma il Sulcis aveva una veemente reazione e riusciva a portarsi sul pareggio grazie ad un rigore concesso un po’ largamente dai direttori di gara (c’era pure l’espulsione di Zampatti autore del fallo, ndr).
Il risultato era, tuttavia, ancora favorevole agli ospiti che però dovevano subire alcune iniziative dei padroni di casa che si portavano nuovamente in vantaggio (4-3).
Quando l’ombra dei supplementari sembrava materializzarsi arrivava a 120” dalla chiusura la rete del 5-3.
Nonostante un disperato forcing di Cavadini e compagni non c’è stata la possibilità di arrivare, quanto meno, all’over time.
Il sogno dei ragazzi di Nisoli svaniva su un ultimo tentativo frenato dal portiere del Sulcis, bravo a respingere una conclusione ravvicinata.
Opposte reazioni al fischio finale: padroni di casa in lacrime di gioia e ospiti ,invece, che lasciavano amaramente il terreno di gioco.
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